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IL TOP NON SI SMENTISCE

 

La fiera dell’arte a 360° più importante al mondo anche quest’anno non smentisce la sua fama di top level, cosa che si intuisce già all’ingresso, con la consueta installazione a parete, dove la foto di rito è d’obbligo per tutti i visitatori, solo per dire: “Io c’ero!!” (foto 01-02).

Nonostante il Tefaf rimanga confezionato per il collezionismo “maturo”, non solo europeo, ma anche americano, si percepisce subito che la sezione Modern & Contemporary sta prendendo sempre più piede, a scapito
della sezione Old Masters, che diventa sempre più ristretta e, mi si consenta, un po’ noiosetta.

Logicamente, per deformazione professionale, mi soffermerò sulle Gallerie di moderno e di gioielli, dove anche quest’anno si sono viste opere che sarebbero solo inimmaginabili altrove.

Come Old Masters, mi limito a segnalare la sempre inimitabile Galerie Laue di Monaco di Baviera, con pezzi insoliti e sorprendenti, come la coppa di nautilo e argento del XV secolo, proveniente dal Castello di Wachtmeister in Svezia (foto 03), o il volto di un ragazzo in terracotta, Napoli 1870 ca (foto 04), il tutto allestito con luci e atmosfere soffuse, che ricordano le sensazioni provate al Museo Fortuny di Venezia, in collaborazione col visionario Axel Vervoordt).

A proposito di lui, il suo stand sempre magico, con il suo prezioso melange di antico e moderno, tra cui spicca uno strabiliante arazzo metallico di El Anatsui (foto 05): prezzo 1.2 milioni di Euro.

Spettacolare busto in onice traslucido (che immediatamente richiama alla memoria il Cristo Velato di Napoli) di Barry X Ball alla Fergus Mc Caffrey Gallery di New York (foto 06), con un volto poeticamente celato da un velo marmoreo.
Un ritratto femminile del 1919 di livello museale di Amedeo Modigliani (foto 07) alla Hammer Gallery di New York, che presenta sempre pezzi di straordinario livello: il prezzo, anche se espressamente non rivelato, si aggirerebbe intorno alla trentina di milioni di Euro.

Passare attraverso gli eleganti corridoi, interrotti solo dalla presenza di moderne architetture metalliche, ricolme di fiori color pastello ha il suo perché, e, all’opening, il passaggio regolare delle impeccabili hostess, con i loro piacevoli finger food e drink, di livello altissimo, devo dire che non ha prezzo (foto 08-09-10).

Un’eloquente busto bronzeo maschile da Ben Brown di Londra, con il cervello al posto dei testicoli, fa sorridere ma anche riflettere (foto 11)…….e bello and il Kiefer con i girasoli (foto 12).

Kiefer ancora da Ludorff di Dusseldorf (foto 13) e immancabilmente da Beck&Eggeling (foto 14), che presentavano anche un recente lavoro sull’acqua di Fabrizio Plessi (foto 15), videoartista di indiscussa fama internazionale.

Singolare scultura di César, ritratto della sua ultima compagna Stephanie Busuttil, che ne detiene tuttora il diritto di firma (foto 16), da Trigano di Parigi e grande compressione a colonna da Vallois di Parigi (foto 17).

Un eloquente Wesselmann da Almine Rech di Parigi (foto 18) e un piccolo Simeti giallo con un ovale da Mayor di Londra (foto 19).

E passiamo ora alla sezione gioielli: rimanendo in campo arte, i Didier di Londra si confermano leader del settore, col loro meraviglioso stand di gioielli d’artista: sculture portabili uniche ed esclusive, disegnate dai più grandi artisti internazionali, opere uniche da indossare (foto 20-21): da Arman (foto 22), a Pol Bury (foto 23), Farhi (foto 24), Kcho (foto 25), Fontana (foto 26), Calder e Lichtenstein (foto 27) ed innumerevoli altri.

Poi le due fantastiche sorelle Fleur e Aimée Van Kranendonk della VKD Gallery, che presentano una selezione attenta ed accurata di gioielli d’epoca, che spaziano da pezzi liberty e decò, tutte volutamente in oro giallo, fino a toccare gioielli di design e gioielli d’artista, con opere di Pol Bury e Yue Minjun (foto 28-29-30).

Da notare anche lo stand di Marjan Sterk, con gioielli di firma, eleganti, preziosi e raffinati, che sconfinano anche qui nei gioielli d’artista, con un pezzo straordinario di Asger Jorn degli anni ‘60 in oro, smalti e diamanti (foto 31-32).

Sempre riguardevole Veronique Bamps di Montecarlo ed Epoque Fine Jewels del Belgio, con una selezionatissima sezione di gioielli di grande rilievo (foto 33). Sempre degno di nota Sassoon di Londra, che come sempre abbina vetri di straordinaria eleganza, maestria e pregiatezza con gioielli di design altrettanto ricercati (foto 34).

Si riconferma strabiliante lo stand cinese di Chan, con gioielli che sorprendono per il loro raffinato cromatismo, la loro preziosa fattura e l’allestimento ovattato di sicuro fascino (foto 35-36).

Ma direi che letteralmente mozzafiato è lo stand di Symbolic&Chase di Londra, con parure e monili di pregio indiscusso e assoluto, che risultano quasi paradossalmente “too much”, fuori da tutti gli schemi immaginabili: cascate di diamanti, rubini, zaffiri, smeraldi, coralli, ametista ed ogni altra pietra preziosa (foto 37-38-39-40).

Insomma il Tefaf si riconferma leader indiscussa di tutte le fiere d’arte mondiali, ad una spanna (e più!) di stacco da tutte le altre: nessuno ha minimamente un campo così vasto e prestigioso da proporre, per cui continua finora a non avere competitor ma solo umili sudditi settoriali, che pur a volte più aggressivi e mediatici, non sono nemmeno paragonabili alla qualità e all’eleganza di questa meravigliosa fiera.

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